Più lavoro, più futuro per i nostri territori. La Regione investe 2 milioni di euro per incentivare le assunzioni nelle imprese dei Comuni montani e delle aree interne.
Il futuro della montagna passa prima di tutto dal lavoro e dai servizi. Da questa convinzione nasce il nuovo bando regionale per la montagna e le aree interne che porta risorse là dove c’è bisogno di sostenere l’economia e creare nuove occasioni di lavoro: un sostegno diretto alle imprese che assumono e investono in occupazione stabile, una risposta di sistema a chi sceglie di restare o di venire a vivere in Appennino, risorse che abbassano il costo del lavoro e rendono più semplice ricollocare chi il lavoro lo ha perduto. Si tratta di un provvedimento che ha una forza unica, una grande opportunità per le imprese piccole o grandi che hanno sede in Appennino e per i lavoratori in difficoltà. A Parma saranno 23 i Comuni interessati – Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Borgotaro, Calestano, Compiano, Corniglio, Fornovo, Langhirano, Lesignano, Monchio, Neviano, Palanzano, Pellegrino, Solignano, Terenzo, Tizzano, Tornolo, Valmozzola, Varano Melegari, Varsi.
Presentato dal vicepresidente con delega allo sviluppo economico Vincenzo Colla e dagli assessori Giovanni Paglia e Davide Baruffi, il bando è rivolto a chi hanno perso un precedente impiego a tempo indeterminato; verrà aperto il 12 ottobre e saranno considerate ammissibili le assunzioni effettuate a partire dal 1 settembre fino al 15 dicembre 2026.
L’obiettivo riguarda sia la stabilità delle persone, sia la tenuta della montagna ed è una testimonianza concreta dell’attenzione che la Regione riserva all’Appennino a fronte anche dei tagli del Governo nazionale con un calo stimato oltre il 60% . In dettaglio il bando prevede un contributo a fondo perduto fino a 15.000 euro per ogni assunzione con ulteriori 2 mila euro di premialità, alternative tra loro, per le piccole e medie imprese, per l’assunzione di lavoratori over 45 o di donne. Ogni impresa potrà ottenere l’incentivo per un massimo di 10 assunzioni. La procedura seguirà l’ordine cronologico di presentazione delle richieste fino all’esaurimento delle risorse.
La direzione è netta e l’impegno è concreto così come la convinzione che lo sviluppo in montagna sia possibile e va incentivato sfruttando l’innovazione per superare i limiti geografici e logistici, per sostenere settori oggi molto competitivi e un processo che è già in corso.


