Le Vie Francigene rappresentano un modo nuovo di guardare e vivere il turismo nei territori e proiettarli verso l’Europa. Ho sostenuto con convinzione il Progetto di Legge che sancisce l’adesione della Regione alla rete europea delle Vie Francigene.
L’adesione della Regione Emilia Romagna all’Associazione europea delle Vie Francigene è una scelta strategica perché oggi i cammini rappresentano una delle forme di turismo più dinamiche e in crescita in Europa. Un turismo lento, sostenibile, fatto di esperienze autentiche e di relazione con i luoghi. Fare sistema significa ampliare la promozione, costruire progettualità comuni e rendere i nostri territori parte di una grande narrazione internazionale. Ho voluto ricordare e rendere omaggio alla figura di Massimo Tedeschi, già sindaco di Fidenza e parlamentare che fu tra i primi a credere in questo percorso.
Il valore forte dei cammini è la loro capacità di generare attenzione e opportunità anche lontano dai circuiti turistici tradizionali. I sentieri attraversano piccoli comuni, borghi, territori rurali e montani e li trasformano in luoghi da scoprire. Non si tratta di turismo mordi e fuggi, ma di presenze che si fermano, osservano, incontrano le comunità, consumano nei negozi locali, dormono nelle piccole strutture, valorizzano le produzioni del territorio. La Francigena può diventare sempre di più uno strumento per raccontare un’Emilia-Romagna diversa e collegare la nostra provincia, le colline, l’Appennino e i borghi all’Europa.

