Le risorse previste dal Disegno di legge nazionale sull’obesità sono chiaramente insufficienti. Per questo con i colleghi ho presentato un’interrogazione sul tema degli stanziamenti nazionali per la prevenzione e la cura dell’obesità.
Il Disegno di legge riconosce finalmente l’obesità come malattia cronica e ne prevede l’inserimento nei LEA, ma a fronte di obiettivi ambiziosi vengono stanziate risorse del tutto inadeguate e il rischio è che la legge resti sulla carta.
Eppure la Regione Emilia-Romagna dimostra che investire funziona: il percorso terapeutico per i bambini in sovrappeso ha prodotto miglioramenti nel 78% dei casi, e sono attivi programmi regionali specifici per adulti, oltre alle azioni previste dal Piano regionale della prevenzione. Tutto questo richiede risorse adeguate e continuità. Per questo chiediamo con forza che il Governo riveda gli stanziamenti e metta le Regioni nelle condizioni di fare davvero prevenzione e cura, non solo annunci. Come ha ricordato l’assessore Fabi in Commissione, il finanziamento nazionale complessivo è pari a 1,2 milioni di euro l’anno, di cui solo 90mila euro destinati all’Emilia-Romagna. Una cifra che parla da sola: basti pensare che 100mila euro servono appena per una campagna di comunicazione. È evidente che con queste risorse non si possono sostenere percorsi strutturati di prevenzione, presa in carico e cura di una patologia che ha un impatto sanitario e sociale enorme.

