Incontri sul territorioA Parma la Neuropsichiatria dell’Area vasta Emilia nord

18 September 2026
https://www.matteodaffada.it/wp-content/uploads/2026/09/Neuropsichiatria-taglio-del-nastro.jpeg

Inaugurato all’Ospedale Maggiore di Parma il reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, il terzo in Emilia-Romagna dedicato alla cura del benessere mentale di ragazze e ragazzi minorenni. Ospiterà 12 posti letto, con una squadra di 44 professionisti tra medici, psicologi e operatori. Le altre strutture a Rimini e Bologna.

Il nuovo reparto rientra nella strategia regionale di rafforzamento dell’offerta ospedaliera dedicata alla psicopatologia dell’età evolutiva. Una scelta dettata dalla necessità di garantire luoghi assistenziali appropriati e disegnati esclusivamente per ragazze e ragazzi, in piena integrazione con i servizi territoriali. A confermarlo anche i numeri: nel 2025 i minori assistiti dai servizi di Neuropsichiatria sono stati oltre 70mila, in costante crescita anno dopo anno.

Come quello di Bologna, attivo da dicembre 2025, anche a Parma il reparto sarà esclusivamente dedicato ai più giovani che stanno attraversando una fase particolarmente acuta legata alla propria salute mentale. I professionisti che lo gestiranno coprono l’intero spettro delle competenze necessarie in questa particolare tipologia di assistenza, con l’obiettivo di rendere i ragazzi stessi protagonisti del loro percorso di cura, condividendo gli elementi del progetto, le attività diagnostiche e terapeutiche, sia individuali, sia di gruppo, cercando di alleviarne la sofferenza e ridurre al massimo il tempo di permanenza in ospedale. Si prevedono, infatti, permanenze brevi, in media di 15 giorni fino a un massimo di 45, coinvolgendo le famiglie e i caregiver.

La struttura

Il nuovo reparto si trova al piano rialzato del padiglione Barbieri. Dispone di 12 posti letto e di una squadra di 44 professionisti: 10 medici, 3 psicologi, 14 infermieri, educatori, tecnici, operatori socio-sanitari e assistenti sociali. Ospiterà bambini e adolescenti fino ai 17 anni con disturbi neuropsichiatrici, che necessitano di valutazioni specialistiche o di un periodo di ricovero. Il progetto ha dedicato una particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e degli operatori, senza rinunciare alla qualità degli ambienti e a favorire la relazione tra le persone: accanto alle camere, sono presenti, infatti, spazi dedicati ai progetti di cura e alle attività, oltre a due stanze per l’ascolto, utilizzate per gli incontri individuali, con le famiglie e con i protagonisti dei progetti di cura. Inoltre, c’è una cucina: il cibo, infatti, è parte integrante della terapia, come attività di stimolo al rafforzamento della propria autonomia. Il reparto avrà un menu dedicato.

Il percorso di cura prevede incontri individuali e di gruppo dedicati all’ascolto, al dialogo e alla condivisione. Una collaborazione che proseguirà anche dopo il ricovero, per favorire la continuità della presa in carico sul territorio, confermando l’intenzione che la cura non si esaurisca in ospedale.

La rete regionale dei nuovi reparti di neuropsichiatria infantile

La strategia regionale pone le proprie basi su un nuovo modello organizzativo, in cui il ricovero viene considerato come una fase temporanea di un percorso molto più ampio, finalizzata alla gestione della crisi, all’approfondimento diagnostico e alla stabilizzazione clinica. La titolarità della presa in carico, però, resta sempre in capo ai Servizi territoriali, che accompagnano passo passo il minore, prima, durante e dopo il ricovero.

Un ruolo centrale resta quello delle famiglie, che vengono coinvolte attivamente nella costruzione degli obiettivi di cura e nella preparazione delle dimissioni. La sanità mentale, insomma, non viene considerato un tema separato o residuale, ma una componente essenziale del benessere di una comunità.

Anche nel 2026 la Regione Emilia-Romagna ha confermato un investimento di 40 milioni di euro per consolidare e rafforzare la rete della salute mentale, dedicato a percorsi personalizzati di cura, riabilitazione e inclusione sociale. Fondi che sostengono un modello di presa in carico che integra servizi sanitari, sociali e territoriali, mettendo al centro la persona e il suo progetto di vita, con particolare attenzione all’autonomia, all’inclusione nella comunità e alla continuità assistenziale.

Minori con disagio mentale: un fenomeno in aumento

In Emilia-Romagna si conferma l’aumento progressivo negli anni dei minori presi in carico dalla Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: dai 38.051 del 2010 si è passati ai 59.900 del 2018 fino ai 70.085 del 2025, quasi 4mila in più rispetto all’anno precedente. In 15 anni l’incremento è stato dell’84,2%.

In crescita anche i ricoveri per problematiche psicopatologiche: 783 quelli ordinari nel 2025, di cui 315 per ragazze e ragazzi fino a 13 anni e 471 tra i 14 e i 17 anni. L’incremento sull’anno precedente è del 10%.

Dati che confermano un cambiamento sostanziale della realtà con cui i professionisti si confrontano. Da un lato c’è sicuramente una maggiore sensibilità e lo sviluppo di competenze specialistiche che consentono di intercettare meglio e diagnosticare più precocemente tutti i disturbi legati alla salute mentale, ma dall’altra parte la società e l’ambiente in cui ragazzi e ragazze diventano adulti sta cambiando per numerose ragioni: la digitalizzazione, il cambiamento degli spazi di condivisione e socialità, la pandemia, l’aumento dell’esposizione a eventi traumatici o di instabilità globale come la riduzione della resilienza familiare e comunitaria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Matteo Daffadà
Consigliere Regionale Gruppo Assembleare Partito Democratico - de Pascale Presidente
Regione Emilia-Romagna Viale Aldo Moro n.50 40127 Bologna (BO)
Newsletter
Iscriviti