Ho depositato una Risoluzione per chedere una legge nazionale che riconosca diritti e tutele ai caregiver familiari. L’Emilia-Romagna continua a investire concretamente su queste figure fondamentali che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e supporto a migliaia di persone non autosufficienti o con disabilità. Con il Documento di economia e finanza regionale 2026-2028 vengono confermate e rafforzate le risorse destinate ai progetti individuali, ai servizi di sollievo, alla formazione, al supporto psicologico e agli strumenti digitali per facilitare l’accesso ai servizi. Tuttavia, il solo impegno delle Regioni non basta. Per questo abbiamo chiesto alla Giunta di farsi promotrice di un confronto istituzionale con Governo, Parlamento e Conferenza delle Regioni affinché si arrivi finalmente all’approvazione di una disciplina nazionale organica sul caregiver familiare.
L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia a riconoscere formalmente questa figura con la legge regionale del 2014, individuando il caregiver come parte integrante della rete dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari. Un’esperienza che ha fatto scuola e che oggi può rappresentare un riferimento importante per costruire una normativa nazionale efficace e uniforme.
Chi presta assistenza continuativa a un familiare spesso affronta rinunce personali, difficoltà lavorative, conseguenze economiche e un forte carico psicofisico. È quindi necessario superare l’attuale frammentazione normativa e garantire un riconoscimento giuridico chiaro, accompagnato da adeguate tutele lavorative, previdenziali, fiscali ed economiche, commisurate all’effettivo impegno di cura. Una legge nazionale deve inoltre assicurare criteri omogenei di riconoscimento su tutto il territorio, risorse strutturali e pluriennali per sostenere i servizi e ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso all’assistenza. Al tempo stesso occorre rafforzare i servizi di sollievo, il supporto psicologico, le misure di conciliazione tra cura e lavoro e l’attenzione ai giovani caregiver, troppo spesso costretti a farsi carico di responsabilità che incidono sul loro percorso di studio e di vita.
L’obiettivo è chiaro: riconoscere il caregiver come una risorsa preziosa della comunità e della rete assistenziale, senza mai sostituire i servizi pubblici, ma affiancandoli in un sistema integrato che garantisca diritti, sostegno e qualità della vita sia a chi assiste sia alla persona assistita.
Dopo anni di attesa, è il momento che il Parlamento completi questo percorso e dia al Paese una legge nazionale all’altezza del ruolo sociale svolto quotidianamente dai caregiver familiari.

