«La presentazione del progetto dedicato a Spartaco Scarpellini è stata una tappa importante nel percorso di collaborazione tra la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e il MEI-Museo dell’emigrazione italiana di Genova. Un percorso che vogliamo rafforzare, coinvolgendo sempre di più anche le altre Regioni e le realtà che in Italia lavorano sulla memoria e sulla storia dell’emigrazione».
È il messaggio che ho portato come presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Matteo Daffadà, all’evento di Genova a cui ho partecipato insieme al presidente della Fondazione MEI Paolo Masini, al Direttore della Fondazione Home Movies Paolo Simoni e al primo cittadino di Bellaria Igea Marina Filippo Giorgetti alla presentazione a Genova dell’installazione video dedicata a Spartaco Scarpellini, figlio di emigranti romagnoli nato a Boston, e alla sua straordinaria esperienza raccontata attraverso un diario filmato in 8mm, con immagini che restituiscono una vita sospesa tra due continenti.
Quella di Scarpellini è una storia personale che diventa patrimonio collettivo. Le sue immagini raccontano l’emigrazione attraverso uno sguardo intimo e originale e ci ricordano quanto siano profondi i legami tra chi è partito e le comunità di origine. Grazie anche al contributo della Regione Emilia-Romagna, oggi questa memoria torna a essere patrimonio condiviso.
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare “Fili invisibili”, il documentario realizzato dal Servizio informazione e comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna che, attraverso materiali d’archivio, filmati d’epoca, interviste e testimonianze ripercorre l’evoluzione dell’emigrazione emiliano-romagnola e il ruolo svolto dalla Consulta in questi cinquant’anni.
Abbiamo da poco celebrato i cinquant’anni della Consulta e ripercorso una storia fatta di persone, relazioni e comunità che hanno attraversato il tempo e i confini. Oggi la nostra sfida è continuare a trasformare questa storia in futuro. Per questo vorremmo che “Fili invisibili” potesse trovare spazio negli archivi del MEI e diventare uno strumento a disposizione del Museo e delle sue attività. Sarebbe un ulteriore passo nella collaborazione tra le nostre realtà.
La Consulta è una rete internazionale che può rafforzare concretamente le relazioni della nostra Regione. Vogliamo consolidare questi legami e, grazie anche alle associazioni, trasformarli in opportunità per le imprese, le università, le scuole, la ricerca e per tutte le eccellenze del nostro territorio. Le tante proposte che arrivano dalle nostre comunità nel mondo ci dicono che questa è una rete viva.

