In RegioneTecnopoli: potenziamento e internazionalizzazione

20 July 2026
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Rafforzare in modo strutturale le piattaforme di ricerca e innovazione dei Tecnopoli dell’Emilia-Romagna per farne luoghi sempre più pronti al confronto tra mondo scientifico e sistema produttivo, anche sviluppando collaborazioni con altri atenei europei.

Due sono i bandi dedicati alla rete regionale dei Tecnopoli, volti a produrre nuova conoscenza da trasformare in opportunità concrete per professionisti e imprese.

Il bando per il potenziamento infrastrutturale dei “Tecnopoli dell’Emilia-Romagna – Grandi Infrastrutture di Ricerca”, ha uno stanziamento di 4,9 milioni di euro per l’acquisizione e l’introduzione di grandi attrezzature scientifiche avanzate, piattaforme tecnologiche e sistemi innovativi ad alto contenuto tecnologico. Si tratta di laboratori, dimostratori e ambienti di prova che dovranno essere accessibili alle aziende, per favorire sperimentazione, adozione di tecnologie avanzate e trasferimento tecnologico lungo le filiere produttive. Le grandi infrastrutture di ricerca sono infatti il ponte tra scienza e industria: generano conoscenza e la mettono a disposizione di chi produce, crea lavoro e valore nei territori.

Potranno candidarsi progetti con un valore complessivo superiore a 400 mila euro. Il contributo regionale potrà coprire fino all’80% dell’investimento ammissibile per soggetti pubblici e organismi di ricerca, e fino al 50% per i soggetti privati operanti in regime di aiuto di Stato. Particolare attenzione sarà riservata a infrastrutture caratterizzate da elementi di unicità e distintività, capaci di rafforzare il posizionamento competitivo dell’Emilia-Romagna a livello nazionale ed europeo.

Domande dal 10 settembre.

 300.000 euro saranno destinati invece al Bando per l’internazionalizzazione dei Tecnopoli. La rete regionale è un vero ecosistema dell’innovazione nato per sostenere la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico. A Parma c’è un presidio strategico focalizzato su settori di eccellenza come l’agroalimentare, la meccanica e il packaging

Aprire i Tecnopoli dell’Emilia-Romagna al mondo significa investire nel futuro della nostra regione. Attrarre università e centri di ricerca internazionali non è soltanto una scelta di prestigio: è una strategia concreta per creare nuova conoscenza, trattenere e richiamare talenti, sostenere le imprese che innovano e generare occupazione qualificata. È così che si costruisce una regione capace di competere a livello globale senza perdere il legame con il proprio territorio.

L’investimento da 300 mila euro destinato agli studi di fattibilità rappresenta molto più di un sostegno economico: è un segnale politico chiaro che punta a rafforzare il posizionamento internazionale dell’Emilia-Romagna come luogo in cui ricerca, università, Tecnopoli e imprese dialogano ogni giorno per trasformare il sapere in sviluppo.

L’Emilia-Romagna ha costruito negli anni un ecosistema della ricerca tra i più avanzati d’Europa. A Parma abbiamo un presidio strategico focalizzato su settori di eccellenza come l’agroalimentare, la meccanica e il packaging, comparti fondamentali per la competitività del nostro sistema produttivo e per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate. Ora si fa un passo ulteriore aprendo la rete alle migliori competenze scientifiche internazionali, creando nuove alleanze con università e centri di ricerca di tutto il mondo. Questa è la direzione giusta, perché l’innovazione nasce dall’incontro tra esperienze diverse e dalla capacità di condividere conoscenze.

Le nostre imprese, soprattutto quelle che investono in ricerca e guardano ai mercati internazionali, hanno bisogno di poter contare su un ecosistema sempre più attrattivo e competitivo. Portare qui nuove competenze scientifiche significa accelerare il trasferimento tecnologico, favorire la nascita di startup e spin-off, creare nuove occasioni di collaborazione con il mondo produttivo.

Le candidature potranno essere presentate da università o istituti di ricerca internazionali, con il coinvolgimento di uno o più soggetti della comunità scientifica regionale, oppure da atenei ed enti di ricerca con sede in Emilia-Romagna in collaborazione con università o istituti di ricerca internazionali interessati a sviluppare attività nel territorio regionale.

Le domande potranno essere presentate dal 20 luglio.

Matteo Daffadà
Consigliere Regionale Gruppo Assembleare Partito Democratico - de Pascale Presidente
Regione Emilia-Romagna Viale Aldo Moro n.50 40127 Bologna (BO)
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