Un’interpellanza che ho sottoscritto richiama l’attenzione sulle criticità emerse durante l’estate e gli Esami di Stato. Il caldo nelle aule non può diventare la normalità. Serve un piano nazionale di investimenti strutturali per la climatizzazione degli edifici. Non possiamo continuare ad affrontare ogni estate la stessa emergenza nelle nostre scuole. Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali e non è accettabile che studenti, docenti e personale scolastico siano costretti a sostenere lezioni ed esami in aule dove le temperature raggiungono livelli insostenibili. È un problema che riguarda la qualità della didattica, la salute e la sicurezza di chi vive quotidianamente gli edifici scolastici. Con questo atto insieme ai colleghi abbiamo chiesto alla Giunta regionale di farsi promotrice della questione presso il Governo e le competenti istituzioni nazionali, affinché vengano attivati gli interventi necessari a garantire condizioni adeguate di vivibilità negli edifici scolastici durante i periodi di temperature elevate, sostenendo gli enti locali proprietari degli edifici.
L’obiettivo è sollecitare un piano di interventi mirati a fronte delle criticità legate alla carenza di impianti di climatizzazione e di efficaci sistemi di raffrescamento nelle scuole dell’Emilia-Romagna.
La stagione estiva ha infatti riproposto con forza una situazione ormai ricorrente.
In numerosi istituti scolastici il caldo intenso ha reso particolarmente difficoltoso lo svolgimento delle attività didattiche e degli Esami di Stato, mentre analoghe criticità hanno interessato anche i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, mettendo a dura prova il lavoro del personale e il benessere degli alunni. Una condizione che, alla luce dell’aumento delle temperature e della frequenza delle ondate di calore, rischia di ripresentarsi anche nei prossimi anni se non saranno adottate misure strutturali.
Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza anno dopo anno. Serve quella programmazione che finora è mancata, nonostante le ingenti risorse destinate all’edilizia scolastica attraverso il PNRR, che a livello nazionale ha stanziato circa 4,2 miliardi di euro per interventi di riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico. Eppure non è stato previsto un piano specifico per la diffusione degli impianti di climatizzazione e dei sistemi di raffrescamento negli edifici scolastici. È una lacuna che va colmata, perché garantire ambienti sicuri e adeguati significa tutelare il diritto allo studio e le condizioni di lavoro di chi ogni giorno vive la scuola.

